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24/09/13

Domenico Barbaja

"All'accademia di giovedì scorso mi favorì il Cavalier Crescentini musico; mi fece visita nel camerino, pregandomi di favorirlo a pranzo nella sua campagna. Ci fui e mi mi divertii moltissimo in compagnia di Madama Colbran e di un'altra Signora dilettante, la quale, bella come Ebe, mi innamorò cantando un duetto: "per mari per fonti cercando di Nice...". Il Sig. Barbaja, impresario dei Teatri di Napoli, mi ha fatto invitare colà da Madama Colbran, promettendomi tutti i teatri "gratis" purché vada per la fin di settembre".

Domenico Barbaja
Sono parole di Paganini queste, in una lettera all'amico Germi. L'impresario dei Teatri di Napoli, Domenico Barbaja, aveva rimesso in piedi il San Carlo di Napoli a proprie spese ma soprattutto era l'uomo che aveva lanciato Rossini. Prima di ciò aveva fatto un'incredibile ascesa: misto di genio e di ciarlatano, aveva debuttato come sguattero in un caffè.

Gran giocatore al banco del faraone, uomo volpino e intrallazzatore, iniziò a guadagnare a Milano in mezzo ai fornitori francesi che facevano e disfacevano la loro fortuna ogni sei mesi al seguito degli eserciti (Stendhal).

La sua fortuna arrivò nell'anno 1800, anno in cui egli scoprì "l'alto segreto di mescolare la panna con caffè e con la cioccolata, onde nell'imperitura parola di "Barbajada" si fece un monumento più saldo del granito". (Rovani)