"Dal 1801 al 1804 Niccolò scompare e, rapito dall'amore o meglio dalla passione per la bella Dida, vive il suo intermezzo più misterioso. Quando riapparirà, la leggenda si impadronirà di lui e si inizierà quel tempo agitato e "crescendo con furia", ricco di capricci, di conquiste e di passioni, che generò poi una ridda di leggende, da quella degli anni passati in prigione per omicidio d'un rivale all'altra dei patti compiuti con il diavolo; leggende che seguirono Paganini sino alla tomba e anche oltre, dandogli un'aureola rossastra di arcangelo satanico" .
(Nino Salvaneschi)
(Nino Salvaneschi)
Nel 1801 Paganini ha 19 anni e, indipendente dall'autorità paterna, inizia una vita sfrenata, contraendo debiti al gioco. Già a Livorno, per via dei debiti, si era impoverito al punto da impegnare il suo violino e sarebbe rimasto senza strumento se il Livron non gli avesse imprestato e poi donato il suo Guarneri.
"Quando riuscii finalmente a diventare padrone del mio destino, mi immersi profondamente nei piaceri della vita".
Bisogna però aggiungere che perdette presto questo vizio come egli stesso affermò: "mi ritrassi dal gioco, e dire posso a mia lode che sebbene io vi abbia consacrato una parte della mia giovinezza, avendo solo un tenue stipendio, ho abbastanza però compreso in proseguo, che un giocatore sulla terra è l'uomo il più dispregevole, e fermo a tale sentimento ho rinunciato già molti anni a sì dannevole passione".
Presto il fratello Carlo torna a Genova per sposare la fidanzata, Anna Bruzzo, e Niccolò compie da solo un giro in Toscana sollevando deliri. E' nella sua prima giovinezza e le donne vanno pazze per lui: "...nel 1801 era bello e, quello che più conta, interessante, perché dotato di un fascino personale. Profilo d'aquila, occhi magnetici, ardenti, mobilissimi; capelli neri, lunghi, che davano un'aria romantica al viso pallido e aristocratico."
