27/11/13

La misteriosa Dida

"Dal 1801 al 1804 Niccolò scompare e, rapito dall'amore o meglio dalla passione per la bella Dida, vive il suo intermezzo più misterioso. Quando riapparirà, la leggenda si impadronirà di lui e si inizierà quel tempo  agitato e "crescendo con furia", ricco di capricci, di conquiste e di passioni, che generò poi una ridda di leggende, da quella degli anni passati in prigione per omicidio d'un rivale all'altra dei patti compiuti con il  diavolo; leggende che seguirono Paganini sino alla tomba e anche oltre, dandogli un'aureola rossastra di arcangelo satanico" . 
(Nino Salvaneschi)

Nel 1801 Paganini ha 19 anni e, indipendente dall'autorità paterna, inizia una vita sfrenata, contraendo debiti al gioco. Già a Livorno, per via dei debiti, si era impoverito al punto da impegnare il suo violino e sarebbe rimasto senza strumento se il Livron non gli avesse imprestato e poi donato il suo Guarneri.
"Quando riuscii finalmente a diventare padrone del mio destino, mi immersi profondamente nei piaceri della vita". 
Bisogna però aggiungere che perdette presto questo vizio come egli stesso affermò: "mi ritrassi dal gioco, e dire posso a mia lode che sebbene io vi abbia consacrato una parte della mia giovinezza, avendo solo un tenue stipendio, ho abbastanza però compreso in proseguo, che un giocatore sulla terra è l'uomo il più dispregevole, e fermo a tale sentimento ho rinunciato già molti anni a sì dannevole passione".

Presto il fratello Carlo torna a Genova per sposare la fidanzata, Anna Bruzzo, e Niccolò compie da solo un giro in Toscana sollevando deliri. E' nella sua prima giovinezza e le donne vanno pazze per lui: "...nel 1801 era bello e, quello che più conta, interessante, perché dotato di un fascino personale. Profilo d'aquila, occhi magnetici, ardenti, mobilissimi; capelli neri, lunghi, che davano un'aria romantica al viso pallido e aristocratico." 
E' in questo periodo che si colloca ciò che i biografi definiscono un periodo ermetico. Dal 1801 al 1804, Niccolò praticamente scompare e vive il suo intermezzo più misterioso.

"Per un fenomeno psichico, ma non inesplicabile in un'anima di artista, la passione per il violino, l'istrumento a cui sin da bambino di sei anni aveva dedicato tutto il suo infinito amore e il superbo sogno di gloria, cadde ad un tratto come una vela ammainata. E a questo re degli strumenti egli sostituì la passione della chitarra..." (Sante Bargellini)

La Grobert di Paganini
 Dopo il battesimo di gloria lucchese, secondo diversi studiosi, Paganini diventa l'amante di una signora dell'aristocrazia toscana e va a vivere con lei nella sua dimora per tre anni, tagliato dal mondo e dedicandosi allo studio della chitarra, strumento, a quanto pare, prediletto dalla sua amata ma che già a Genova si divertiva a strimpellare impartendo qualche lezione alla sorellina più piccola.

Chi è questa misteriosa donna? Quale nome ebbe? Paganini la chiamava Dida ma il suo vero nome è a tutt'oggi sconosciuto. Aveva sicuramente qualche anno in più di Niccolò il quale, secondo alcuni studiosi, si dedicò all'amministrazione dei suoi beni agricoli. Doveva trattarsi di una ricca e giovane vedova anche se diversi biografi ne negano persino l'esistenza. Di tangibile esistono però alcuni pezzi per chitarra a lei dedicati e in particolare un minuetto per chitarra con questa dedica: "Sospirar non giova, implacabilissimo amico Minuetto che va chiamando Dida...".

Diverse ipotesi si sono fatte sulla sua vera identità, alcuni citano una certa signora Faggini"regina delle donne cordiali" ma quasi sicuramente quest'ultima fu una donna conosciuta a Pavia.
Chiunque fosse, Dida rimane, nella vita del maestro, una delle figure più romantiche e misteriose.

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